Le storie belle non finiscono, restano memoria

seattle viaggi

Seattle, aprile 2014

Cosa succede quando crei un blog con le migliori intenzioni e poi ti accorgi che tu sei cambiato, che quelle intenzioni hanno preso un’altra forma?

Questo è quello che è successo a questo blog di viaggi: ha ospitato consigli e idee, mie e di altri, e anche qualche sogno. Ma è troppo tempo che non lo aggiorno. Ed è arrivato il momento di prendere una decisione. Non voglio essere una di quelle persone che abbandona il corpo senza vita di un blog nel mare del web.

Da oggi Hobomondo non verrà più aggiornato. Ma resterà qui, disponibile per chi lo trova nei motori di ricerca, per chi vuole lasciare un commento a qualche post in modo da condividere con altri viaggiatori  i suoi consigli. Per chi lo ha amato e condiviso.

Ringrazio tutte le persone che hanno dedicato se stesse e il loro tempo a scrivere i guest post: la Cambogia di Angelo e Giulia, la Rio de Janeiro di Marco Loiodice, la vita da scrittore a Berlino di Arturo Robertazzi, i viaggi dei libri di Marta Traverso [che nel frattempo ha cambiato blog], Samoa raccontata dalla mia meravigliosa amica Sara Ferrandi . Grazie perché ognuno di voi ha esercitato il potere più bello che hanno le parole: raccontare le storie del mondo e dei suoi abitanti.

E un grazie anche a chi ha creduto che Hobomondo potesse diventare un piccolo libello, chi mi ha chiesto di scriverlo, chi lo ha letto. Perché il Manuale per viaggiatori solitari, nella sua minuscolaggine è il primo progetto editoriale che porto avanti dall’inizio alla fine da sola. E contiene molto più di me di qualunque romanzo.

Hobomondo è nato in una piazza del centro storico di Palermo, è passato da Milano e il suo spirito ora si trova a Vancouver. Qui vivo lo strano passaggio da viaggiatore a Hobo, colui che cerca di guadagnarsi da vivere adattandosi alla situazione. E qui ho scoperto definitivamente come il concetto di Occidente e Oriente siano assolutamente arbitrari. Per chi vuole, questo è il mio Far W-Est.

Resterà comunque una porta aperta.

E poi certi momenti hanno bisogno di una colonna sonora. E questa è la canzone che ho sempre associato al mio viaggiare. Anche con il testo e la foto posticcia. Buon viaggio a tutti i compagni di strada.

Virginia

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