Che viaggio questi libri

libri sull'ape

La biblioteca itinerante Bibliomotocarro

Cari Hobo,

oggi parliamo di oggetti magici per i viaggiatori, solitari e non. I libri. Le parole scritte da altri sono compagne fedeli quando si viaggia: riempiono i silenzi, riscaldano il cuore mentre la pelle si scalda sotto un sole estivo, permettono di fare un viaggio nel viaggio.

E i viaggi sono fonte di ispirazione per molti scrittori, oltre la tradizione del Grand Tour di Stendhal o di Goethe. Per parlare di questo rapporto quasi viscerale oggi lascio questo spazio a una blogger-giornalista, Marta Traverso. Il suo blog, Prove tecniche di sogni, è una scorpacciata di libri. Attraverso il suo punto di vista scopriremo come i viaggi, reali e metaforici, hanno ispirato tre libri: Into the wild di Jon Krakauer, Il cuore innanzitutto di Claudia Priano e Museo dell’innocenza di Orhan Pamuk

Scrittori viaggiatori

di Marta Traverso

Scrivere è un viaggio. Non mi riferisco solo al viaggio della mente che si compie man mano che le parole si macinano alla tastiera del pc, su carta e penna o sullo schermo touch del tablet. La scrittura è anche un viaggio alla ricerca dei propri personaggi, per capire meglio dove vivono, com’è il loro ambiente quotidiano, cosa li motiva a fare quello che fanno. In sintesi, perché sono quello che sono.

Se tu sei un lettore accanito – oltre che un viaggiatore appassionato – ti sarà già capitato di chiederti Come ha fatto quello scrittore a ricreare quelle ambientazioni, quegli spazi, quelle vicende? Ti sarà già capitato di avere voglia di (ri)percorrere il cammino dei personaggi di un romanzo. Un’esigenza sempre più comune, se pensiamo ai numerosi tour letterari che enti pubblici e uffici del turismo propongono in ogni parte del globo, e che (tanto per citare un esempio nostrano) dieci anni fa ha portato il Comune di Porto Empedocle a modificare la denominazione ufficiale del paesino siciliano in Porto Empedocle – Vigata in onore del più celebre personaggio di Andrea Camilleri.

Tornando a noi: se sei un lettore accanito, un viaggiatore appassionato e magari anche un amante della scrittura, è interessante scoprire l’altra faccia del tour letterario. Quello che molti scrittori hanno compiuto nel preparare le storie che ci portiamo in viaggio.

Ti pongo solo tre esempi, molto diversi uno dall’altro.

Jon Krakauer è un alpinista laureato in Scienze Ambientali, che dall’età di 20 anni ha compiuto numerose spedizioni sulle montagne dell’Alaska. Nel corso della sua vita ha scalato le principali catene montuose del mondo – dall’Everest alle Ande – raccontandole in articoli per riviste, saggi e romanzi. Nella sua opera forse più nota, Into the wild, ha rivissuto la storia vera di Christopher McCandless. Un ragazzo americano “di buona famiglia”, con una laurea in tasca e scelte importanti da compiere per il suo futuro. Christopher ha scelto di partire per un viaggio senza meta, attraversando gli Stati Uniti prima in auto e poi a piedi, fino a giungere sulle montagne dell’Alaska, dove è morto di fame nell’agosto del 1992 (al ritrovamento, il suo cadavere pesava circa 30 kg). Dopo quasi trent’anni di spedizioni, Jon Krakauer ha scelto di mettere a confronto le proprie motivazioni e quelle di un ragazzo che non ha mai conosciuto, incontrando tutte le persone che hanno avuto a che fare con lui e ripercorrendo le strade che lui aveva percorso.

Il cammino di uno scrittore può anche essere un viaggio alla scoperta di culture diverse dalla propria: è il caso di Claudia Priano, che ha generato il suo ultimo romanzo Il cuore innanzitutto esplorando i campi rom di Genova – la sua città – e della Romania. Un viaggio e una scoperta che si rifanno a quelli di un altro celebre scrittore e attore genovese, Pino Petruzzelli, che ha fatto del contatto con i rom uno dei punti cardine del suo progetto di teatro sociale.

Si può tuttavia anche scegliere di compiere un viaggio senza allontanarsi dalla propria città, raccogliendone oggetti e suggestioni fino a comporre una destinazione per i viaggi altrui. È quanto ha fatto Orhan Pamuk nel costruire a Istanbul il suo Museo dell’innocenza: un palazzo che lo scrittore ha fatto ristrutturare e pazientemente allestito per circa 15 anni. Un tempo simile a quello che il protagonista Kemal impiega a raccogliere oggetti che appartengono alla sua amata Fusun, nell’attesa che lei torni a ricambiare il suo amore. Migliaia di oggetti che lo scrittore ha invece raccolto tra negozi, rigattieri e mercatini dell’usato, percorrendo la sua Istanbul per dare realtà fisica allo spazio descritto minuziosamente nel romanzo. Un consiglio niente male, quello che indirettamente arriva da Pamuk: a volte i viaggi più interessanti sono quelli che compiamo all’interno della nostra casa, della nostra terra.

Buon viaggio (per chi viaggia), buona lettura (per chi legge), buona scrittura (per chi scrive). 

E a te quali scrittori vengono in mente quando pensi al binomio libri e viaggi? Lascia una traccia qui nello spazio dei commenti, i libri che hai letto potranno diventare consigli per altri viaggiatori. 

ps. e non dimenticare di dare un’occhiata al Manuale per viaggiatori solitari, nell’elenco degli oggetti essenziali  troverai libri e…ereader.

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4 thoughts on “Che viaggio questi libri

  1. mondoteo ha detto:

    Di esempi me ne saltano in mente milioni,da deAmicis (quello del libro cuore per intenderci) a Verne,senza tralasciare Salgari sono molti gli aurori che mi ispirano in viaggio.Leggere i loro scritti nel luogo dove sono stati concepiti e un viaggio nel viaggio!
    Bel post!l’ho molto apprezzato!

  2. […] una volta partiamo dai libri per parlare di viaggi. Lo aveva fatto Marta Traverso con il suo post sugli scrittori viaggiatori, poi Arturo Robertazzi, con il suo racconto della Berlino vissuta da […]

  3. […] e Giulia, la Rio de Janeiro di Marco Loiodice, la vita da scrittore a Berlino di Arturo Robertazzi, i viaggi dei libri di Marta Traverso [che nel frattempo ha cambiato blog], Samoa raccontata dalla mia meravigliosa […]

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