Singer cafe: scoprire la Palestina davanti a una tazza di caffe’

Cari Hobo, oggi vi porto in uno dei luoghi a cui sono maggiormente legata: la Palestina. Per farlo contravvengo in parte a una regola base di questo blog: non ho mai parlato di luoghi che non ho visto in prima persona. Ma due persone che ho conosciuto quando vivevo li’ hanno aperto un locale, il Singer caffe’, che ha tutte le caratteristiche per essere il posto perfetto per chi desidera esplorare la zona di Betlemme. Li ho seguiti via facebook in questi mesi, dal loro matrimonio all’inaugurazione di quello che sembra essere una versione in pietra dei caffe’ che saremmo abituati a vedere ad Amsterdam, a Londra o a New York.

La parola direttamente a Kristel e Tariq, che hanno risposto ad alcune domande. Leggeteli e scoprirete che cosa ci fanno delle macchine da cucire in un bar, come si fa ad arrivare a Betlemme e cosa si puo’ fare per viaggiare da soli in un territorio che e’ molto altro rispetto a quello che si legge sulle riviste di viaggi main stream.

locali dove bere un buon caffe' a betlemmeCos’e’ il Singer Cafe?

Singer Cafè è un luogo di incontro per palestinesi e stranieri che si trova a Beit Sahour, piccola cittadina della West Bank/ Cisgiordania. Si trova molto vicino a Betlemme e alla famosa Chiesa della Natività ed è a due passi dal “Campo dei Pastori”, il luogo dove, secondo la Bibbia, gli angeli hanno annunciato la nascita di Gesù Cristo.

Il Singer Cafe è diretto da una coppia mista: Tariq, palestinese e Kristel, olandese. Tariq e’ un  barista che ha lavorato per sei anni in un caffè a Gerusalemme. E’ qui che e’ cresiuta la sua passione per il caffè è la sua passione. Kristel ha lavorato e fatto volontariato per diversi anni in progetti collegati al turismo alternativo in Palestina. Insieme hanno avuto l’idea di creare un luogo dove non solo palestinesi e stranieri si potessero incontrare, ma dove i viaggiatori di tutto il mondo potessero trovare aiuto nel pianificare la loro permanenza in Cisgiordania.

Perchè avete scelto proprio Beit Sahour per aprire il Singer Cafè?

Da almeno un decennio Beit Sahour e’ uno snodo fondamentale per il turismo alternativo. Negli anni qui sono nate moltissime organizzazioni locali che si sono impegnate in questo settore, trasformandosi in tour operator di successo e creando diversi programmi per viaggiatori che vogliono conoscere meglio sia la cultura e le tradizioni palestinesi sia la vita quotidiana sotto l’occupazione militare israeliana.

Beit Sahour ospita diverse organizzazioni che lavorano per la pace e la giustizia, inoltre offre parecchie strutture ricettive: hotel, pensioni e alternative per chi desidera alloggiare presso famiglie locali. Nello stesso tempo moltissimi palestinesi nati nell’area di Beit Sahour hanno studiato all’estero, assaporando lo stile dei caffè europei. Noi offriamo un’ampia varietà di caffè e bevande, quel genere di cose che si accompagnano perfettamente a quei momenti in cui ci si vuole sedere a un tavolino e lavorare usando una connessione internet wi-fi.

Secondo voi qual è la ragione per cui chi viaggia nella cosiddetta Terra Santa raramente osa  attraversare la Linea Verde e esplorare anche i Territori Palestinesi Occupati?

Sfortunatamente la maggior parte dei turisti raccoglie le informazioni attraverso i tour operator israeliani che non promuovono visite nelle aree e nelle città palestinesi. Hanno ben nitide nella testa le immagini di guerra e violenza viste in televisione, mentre raramente hanno modo di vedere la vita reale nelle zone palestinesi. Non e’ in corso una guerra. Invece c’è un’occupazione militare che incide sulla vita quotidiana dei palestinesi, con moltissime restrizioni della libertà di movimento, la confisca delle terre da parte delle autorità israeliane e le violenze dei coloni sui palestinesi in Cisgiordania. Ma per i turisti non ci sono pericoli. Non hanno nessun problema ad attraversare il check point di Betlemme. Certo, forse potrebbero rimanere shockati nel vedere quanto e’ alto il  muro che Israele ha costruito per tenere i palestinesi nel loro ghetto.

un bar per stranieri a betlemmeCome fa un viaggiatore che per esempio si trova a Gerusalemme a raggiungere il Singer Cafè?

Da Gerusalemme si puo’ prendere l’autobus 124 che parte dalla stazione araba degli autobus, vicino alla Porta di Damasco alle porte della Citta’ Vecchia. La stazione si trova di fianco alla rotonda. L’autobus ti lascia esattamente di fronte al check point (non si puo’ sbagliare, si tratta del capolinea). Basta seguire gli altri passeggeri e camminare attraverso il check point. Dall’altra parte del muro si prende un taxi e ci si fa lasciare a “Beit Sahour Municipality”. Da li’ basta fare 20 metri in Old City street. Noi siamo sulla vostra destra.

In alternativa da Gerusalemme si puo’ prendere l’autobus 21 che vi portera’ direttamente oltre il checkpoint di Betlemme. Anche in questo caso si scende all’ultima fermata (Bab Ezkak). Da li’, ancora una volta, si prende il taxi.

Non pagate assolutamente piu’ di 25 shekel per il taxi!

Vi va di suggerire a chi ci legge un paio di buone soluzioni per passare la notte nella zona di Betlemme ed evitare di fare una semplice toccata e fuga alla Chiesa della Natività?

Ci sono tantissimi hotel e pensioni a Betlemme e nei dintorni. Sono tutti gestiti da palestinesi e avrete la possibilità di vivere la loro ospitalità e l’ottimo servizio. Anche a Beit Sahour ci sono buone pensioni a buon prezzo. Chi legge puo’ contare su di noi per un consiglio, basta una mail! info@singercafe.com

Nel vostro progetto c’e’ un significato politico?

Vogliamo semplificare il viaggio in Palestina per i viaggiatori solitari, magari “zaino-in-spalla”. Ci sono davvero tante possibilità di venire qui con viaggi di gruppo, esperienze di volontariato o di turismo alternativo. Ma intraprendere il viaggio da soli potrebbe essere un grande passo. E noi cerchiamo di renderlo più facile.

Quello che speriamo e’ che chi visita la Palestina torni nel suo paese avendo visto e imparato qualcosa in più della vita quotidiana sotto occupazione e possa condividere questa esperienza con i suoi amici e i suoi familiari. Noi li incoraggiamo a partecipare alle iniziative che lavorano per la pace e la giustizia.

Il sito: www.singercafe.com
La pagina facebook: Singer Cafe

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4 thoughts on “Singer cafe: scoprire la Palestina davanti a una tazza di caffe’

  1. Bianca Nistro ha detto:

    Ciao Virginia, bell’articolo.Conosco bene la situazione in palestina e anche Tariq e Kristel.Da qualche anno vado spesso in questi luoghi i quali mi hanno attirato la prima volta per la mia profonda fede. Vero, che i turisti fino ad ora non osavano oltrepassare la linea verde e esplorare i territori palestinesi occupati, questo perchè non c’era veramente qualcuno in grado di mostrar loro la strada.Ti dò una bella notizia: ho iniziato a farlo io con Baha e tra pochi giorni sarò in Palestina con il primo gruppo di pellegrini in visita in Terra Santa e questa volta con tanto di passaggio oltre la linea verde…per capire, per mostrare solidarietà, per muoversi nella direzione giusta, quella della speranza che un giorno tutto finirà. Ciao! https://www.facebook.com/events/477320702305610/?fref=ts
    Holy land 9 days trip: A walk where Jesus walked.

    • Virginia Fiume ha detto:

      Ciao Bianca! Grazie per il tuo commento e per la segnalazione dell’iniziativa che stai organizzando. Credo che il viaggio e il turismo siano il modo migliore per fare vedere la realtà della vita quotidiana in quella terra che amiamo tanto. Se ti va di raccontare con un guest post su questo blog la tua idea sarò felice di ospitarlo.

      Credo che ci siano molte esperienze di viaggio in quella terra. Ma diciamo che c’è un problema di canali di conoscenza e diffusione: quante persone conoscono il lavoro di organizzazioni come l’Alternative Tourism Group? Quanti conoscono i campi di informazione dell’Alternative Information Center? Credo che chi è stato lì abbia una responsabilità nel far conoscere ad altri queste opportunità.
      Credo che in questo senso i viaggiatori che rischiano di più di vivere un’esperienza di viaggio “mutilata”, vivendo solo l’esperienza israeliana della faccenda siano i viaggiatori solitari o indipendenti. Ho amici anche molto curiosi che non hanno avuto proprio il coraggio di spingersi in West Bank. Credo che il fatto di sapere che esiste un luogo come il Singer Caffè possa essere uno stimolo importante.

      Se ti interessa l’argomento del turismo in Palestina ti segnalo una cosa che ho scritto qualche tempo fa. Un po’ lunga ma racconta molte esperienze. E finisce, niente meno, con un’intervista a Kristel 🙂 http://www.virginiafiume.com/wp-content/uploads/2013/05/from-holy-land-to-palestine_virginiafiume.pdf

  2. Bianca Nistro ha detto:

    Ciao Virginia, grazie per la tua offerta di raccontare la nostra idea sul guest blog. Se mi dici come devo fare accetto volentieri. Tu adesso dove sei? Un caffè insieme spero anch’ío di riuscire a berlo presto. Aspetto tue notizie….:-)

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