Neukölln, Berlino: Un sabato da scrittori

bicicletta berlino

Biciclette e canali a Berlino – foto di Arturo Robertazzi

Cari Hobo, sono riuscita a organizzarvi una bella sorpresa. Chi ha letto il Manuale per viaggiatori solitari ha già sentito parlare di Arturo Robertazzi, lo scrittore chimico che vive a Berlino e che ha raccontato sul suo blog degli itinerari inconsueti della capitale tedesca, i BerlinArTour: percorsi tra i luoghi “nascosti nei romanzi, nei film e nelle canzoni ambientati a Berlino”. I primi due si trovano già sul blog Scrittore Computazionale e sono dedicati a David Bowie e Wim Wenders. 

Ho conosciuto Arturo Robertazzi durante i miei “viaggi” in rete, il suo blog è una lettura stimolante, per gli spunti sulla scrittura, sulla chimica (ebbene sì, leggetelo e capirete perché) e per la passione che mette in ogni progetto a cui lavora. E questa passione traspare da ogni parola che ha scritto per questo guest post: una giornata con lui nel quartiere di Neukölln, tra locali, caffetterie e luoghi che ispirano la sua scrittura.

Vi affido alla sua guida, non senza consigliarvi di leggere il suo romanzo, Zagreb (esiste sia nella versione cartacea che in quella digitale, una “diversa” dall’altra). Dopo averlo letto spero che sarete curiosi come me di leggere il romanzo a cui sta lavorando. Come si intitola? Per ora BerlinXxX, ovviamente.

Un sabato da scrittori a Neukölln

di Arturo Robertazzi

Quando quattro anni fa arrivai a Berlino, trovai una stanza provvisoria in una casa condivisa a Tempelhofer Damm. Conoscevo già Berlino da turista e da turista la città mi era sembrata immensa, un aggregato di quartieri diversi tra loro, in cui mi era parso facile perdersi. Dov’erano le persone? Dov’erano i bar? Dov’era la vita di strada?

Il problema mi si ripropose quando dovetti cominciare a cercar casa e chiesi aiuto alle persone che avevo appena conosciuto: Schöneberg, qualcuno disse, perché è un quartiere elegante, bello a vedersi; Prenzlauer Berg, altri suggerirono, perché ci vivono quelli che un tempo erano stati gli hippies di Berlino; Kreuzberg, me lo indicarono come il quartiere dove la vita notturna è più divertente. Una sola voce contraria, quella di un mio collega all’università, poi divenuto caro amico, disse: “Arturo vai a vivere a Neukölln”.

Controllai nella guida di Berlino cosa fosse Neukölln, ma erano poche le righe dedicate al quartiere. Si diceva che era situato al sud di Kreuzberg e che era un quartiere turco che forse negli anni si sarebbe sviluppato. Seguii comunque il consiglio del mio collega-amico e presi casa a Neukölln, nello SchillerkiezQuattro anni fa Neukölln era un quartiere abitato da turchi in lotta per l’integrazione, famiglie arabe lontane dal modo di vivere che noi definiremmo “berlinese” e da tedeschi poverissimi. Quando raccontai in giro che vivevo a Neukölln le persone si sorprendevano, mi dicevano che ero ammattito, un collega mi avvertì che un amico di suo padre era stato assassinato a pochi metri dalla Straße in cui avevo preso casa.

Berlino, come tutte le grandi città, è sempre in trasformazione, i quartieri cambiano e la vita si sposta ciclicamente da uno all’altro. E successe anche a Neukölln. Un anno fa circa, una sera, di ritorno da un bar di Kreuzberg, mi sorprese, nelle strade attorno alla fermata della U-Bahn Boddinstraße, una folla di giovani berlinesi, alla moda, con birre in mano. Era il marzo del 2012: capii che Neukölln sarebbe presto diventato il kiez, il quartiere, cool di Berlino.

La ragione per cui sono venuto a vivere qui, forse vale la pena menzionarlo, è quella scrivere un romanzo che sia ambientato tra le strade della capitale tedesca. Ora, dopo quattro anni, il romanzo è a buon punto: racconta la storia di tre scapestrati che costruiscono una macchina, la “Macchina Grandiosa” la chiamano, per commettere il “suicidio felice”. I tre personaggi si chiamano Cäsar, Hugh e Adonis, e, ed ecco che arriviamo al punto, vivono a Neukölln. La città, o meglio, Neukölln entra di forza nel romanzo, che per ora chiamo BerlinXxX, lo dirige, influenzando le scelte dei personaggi: scrivere per le strade del quartiere e riversare la mia vita dentro al romanzo è un’esperienza che non avevo mai vissuto prima. E mi piace da matti.

Di solito, quando scrivo, la mia giornata si svolge così:

Schiller Bar, Berlino - Arturo Robertazzi

Schiller Bar, Neukölln, Berlino – foto di Arturo Robertazzi

Colazione allo Schiller Bar

Questo è uno dei bar dove trascorro le mie mattinate a scrivere BerlinXxX. Il bar è nello Schillerkiez, nella parte nord di Neukölln, tra Hermannstraße e il Tempelhofer Park. Lo Schiller Bar è accogliente e offre un buon cappuccino e sulle pareti, scritte con lettere dalle forme antiche, si leggono le frasi più famose di Schiller. Di sabato mattina è sempre pieno di giovani berlinesi che ciarlano delle loro scorribande notturne, di letteratura e, argomento sempre attualissimo, del giorno lontano in cui arriverà la primavera.

Passeggiata del mattino

Quando ho difficoltà a caratterizzare un personaggio o a cucire i fili della trama, me ne vado in giro a camminare. Comincio spesso da Hermannplatz, una piazza piuttosto brutta, devo dire. Eppure Hermannplatz è uno snodo attraverso cui bisogna passare, al centro com’è delle linee U7 e U8 della metropolitana di Berlino. Questi i miei percorsi preferiti:

  • Da Hermannplatz vado verso Sonnenallee, la strada che dà il nome a un film tedesco molto famoso (una commedia che vi consiglio di vedere) e che un tempo terminava con un checkpoint per raggiungere Berlino est.
  • Quando ho voglia di esplorare la Neukölln turca, me ne vado a Karl-Marx-Straße (da non confondere con la sontuosa Karl-Marx-Allee). Pasticcerie turche, negozi di abbigliamento, barbieri sembrano quelli di un piccolo quartiere di Istanbul. Se vi trovate da queste parti, consiglio una visita al Cafe Rix, alla Rathaus Neukölln e a Richardplatz.
  • Nelle giornate di sole, mi siedo a scrivere al Tempelhofer Park. Il parco sorge sul famoso Aeroporto di Tempelhof, l’areoporto del ponte aereo americano durante gli anni della DDR. Dopo la chiusura dell’areoporto e le proteste dei berlinesi contro il progetto di utilizzarlo a fini commerciali, Tempelhof è diventato uno dei parchi più frequentati dai berlinesi, ideale per i barbecue (passatempo preferito dai berlinesi nelle giornate di primavera), per le attività sportive e per andarsene in giro con il proprio cane in aree apposite del parco.

Il pranzo dello scrittore

Vi rivelo una verità scottante: anche gli scrittori mangiano. Magari qualcosa di leggero, così da poter ricominciare a scrivere subito dopo essersi rifocillati. Uno dei posti che ho scoperto recentemente è un carinissimo bar-ristorante vegano, il Cafè Oval (beh, se vi piace la carne, Neukölln offre tra i migliori Kebab di Berlino!).

La scrittura pomeridiana

Al pomeriggio si scrive bene, soprattutto se, e non succede di rado da queste parti, piove. Un altro bar dove spesso i berlinesi ci trovano un italiano riccioluto piegato su un quaderno a scrivere è il Freies Neukölln, in Weserstraße. Il Freies Neukölln è un bar scuro, anche per fumatori, aperto il pomeriggio e fino alla sera. Le candele rendono l’esperienza di scrittura intima, una sensazione di altri tempi, lontana dai nostri veloci e digitali. Weserstraße poi è una strada molto nota a nord di Neukölln, i berlinesi ci vanno a mangiare, a bere e a ballare. I locali che vale la pena visitare sono il Silver Future, frequentato da “kings and queens and criminal queers”, e il Fuchs & Elster, ottimo per una birra o, sul tardi, per ballare stretti stretti con tedeschi e tedesche.

È ora di cena

Sì, dopo ore di scrittura e qualche bicchiere di birra, lo scrittore deve cenare. E considerando che ci si è mantenuti leggeri, contro ogni regola del nutrizionista di famiglia, ci concediamo una cena come si deve. Lo so, lo so, chi viene a Berlino per qualche giorno vuole provare la cucina tedesca, ma per chi come me vive qui da qualche anno, un po’ di buona cucina italiana non fa mai male. Per una pizza, assolutamente da provare Masaniello nei pressi di Hermannplatz – fidatevi, sono nato a Napoli, qualcosina l’avrò imparata. Oppure, per una cena italiana, consiglio La Pecora Nera, una tipica osteria veneta.

Arturo Robertazzi romanzo a berlino

il manoscritto di BerlinXxX di Arturo Robertazzi

Scrittura e baldoria notturna

Torniamo a scrivere, che la deadline incombe. Il locale che fa per noi è il Villa Neukölln, su Hermannstraße. Da fuori sembra un locale sciatto di quelli, come ce ne sono tanti a Neukölln, dove uomini baffuti fumano la pipa turca. Quando si entra, però, arriva la sorpresa: tedeschi, arabi e turchi animano uno dei locali più in di Neukölln. E infine, soddisfatti della nostra giornata di scrittura, ce ne andiamo al Circus Lemke, che io però chiamo Martini Bar, per via di un’insegna di quelle del secolo scorso appesa proprio sopra il bancone. Se è estate, è bello starsene fuori a godersi la quiete di Selchowerstraße.

E tu, sei stato a Berlino? E a Neukölln? Quali luoghi consiglieresti?

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2 thoughts on “Neukölln, Berlino: Un sabato da scrittori

  1. […] ancora una volta partiamo dai libri per parlare di viaggi. Lo aveva fatto Marta Traverso con il suo post sugli scrittori viaggiatori, poi Arturo Robertazzi, con il suo racconto della Berlino vissuta da scrittore.  […]

  2. […] tempo a scrivere i guest post: la Cambogia di Angelo e Giulia, la Rio de Janeiro di Marco Loiodice, la vita da scrittore a Berlino di Arturo Robertazzi, i viaggi dei libri di Marta Traverso [che nel frattempo ha cambiato […]

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