Che viaggiatore solitario sei?

[agosto 2013] Cari Hobo, giustamente il blog per parlare di viaggi deve avere una blogger che viaggia. Vado in vacanza. Ci vediamo prestissimo 🙂 

Ci siamo cari Hobo,
che vi piaccia oppure no tra poco non potrete fare a meno di organizzare le vacanze. Prima di scegliere la destinazione vi consiglio di fermarvi un attimo per pensare….a chi siete.

bambino mamma ho perso l'aereoIl solitario per legittima difesa

Risponde alla domanda “perché hai deciso di partire da solo?” dicendo: “mi ero stufato di discutere su tutto”. Questa tipologia di viaggiatore ha fatto incetta di viaggi di gruppo. Quelli in cui si passa un’ora per decidere dove fermarsi a mangiare. Quelli in cui bisogna far collimare le esigenze dell’ipocondriaco che ha bisogno di un ambiente asettico per dormire con quelle del campeggiatore novembrino che, con la scusa del sacco a pelo termico, opterebbe per la tenda anche a Capodanno.

Il tuo capitolo del Manuale per viaggiatori solitari: Preziosi consigli

renegade motociclisti solitariIl fuggitivo

Che sia perché preferisce lasciare dietro di sé un inverno e una primavera di relazioni sentimentali finite male o perché per quindici anni ha svolto un lavoro che odiava, il fuggitivo è quello che vuole mettere tra sé e la sua quotidianità il classico oceano.

Il tuo capitolo del Manuale per viaggiatori solitari: David Bowie, Il Giovane Holden o un serial killer

forrest gump abbandonato da jennyIl romantico ferito

Esiste una importante regola di comportamento sentimentale: non lasciare mai il fidanzato o la fidanzata a Natale, a Capodanno, il giorno del compleanno e prima delle vacanze. Eppure gli ostelli sono pieni di persone che non hanno avuto la fortuna di avere partner, o ormai ex partner, con tanto tatto. Il romantico ferito è stato lasciato da poco, mediamente intorno al 4 agosto, e non ha potuto far altro che prendere il primo treno, di solito quello verso Nizza o Lubjana.

Il tuo capitolo del Manuale per viaggiatori solitari: Scegliere la destinazione in base al budget

into_the_wildLo sportivo-spirituale

Tende a percorrere il Cammino di Santiago a piedi o a muoversi verso Oriente in bicicletta. Il più delle volte non è allenato e si deve fermare prima. Ma vale sempre la pena leggere il suo racconto sul suo blog. È il caso di Tommaso “Certezza” da Piacenza. [Per l’ispirazione si ringrazia Giovanni Fontana – Fra la via Emilia e l’East]

Il tuo capitolo del Manuale per viaggiatori solitari: Gli oggetti essenziali

Brook di beautifulIl “dolce vita”

Sceglie principalmente itinerari enogastronomici. Pernotta in alberghi che servono una abbondante colazione e che si trovano sempre all’intersezione tra le gallerie d’arte più interessanti e i ristoranti frequentati dalla popolazione locale. Non fa un passo senza il suo iphone. Il suo profilo facebook col passare dei giorni diventa un crocevia di immagini da cartolina e check in di Foursquare.

Il tuo capitolo del Manuale per viaggiatori solitari: Occhio al recensore

route 66L’epigono di Kerouak

Categoria madre di tutte quelle descritte in precedenza. Questo viaggiatore ha la targhetta bianca della Route 66 attaccata al muro. Da anni mette da parte i soldi per il Grande Viaggio. Ma poi li spende in biglietti interail e destinazioni a macchia di leopardo. Sul suo comodino una copia di Brum Brum. 254.000 kilometri in Vespa, libro di Giorgio Bettinelli, scomparso nel 2008. Uno che le avventure le faceva sul serio.

Il tuo capitolo del Manuale per viaggiatori solitari: Il baule digitale

Qualcuno ha letto il Manuale per viaggiatori solitari e ha apprezzato questi profili, qualcuno li ha trovati troppo “semplici”. Nello stesso capitolo si trova anche l’intervista a una amica di questo blog, vera esperta di viaggi solitari, Francesca Di Pietro. Questa è la sua ricerca I tratti della personalità nella scelta del viaggio.

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4 thoughts on “Che viaggiatore solitario sei?

  1. Daniele ha detto:

    Il solitario per legittima difesa 🙂

    Ho scoperto il gusto dei viaggi in solitaria nel 2010, quando sono arrivato a Capo Nord. Ho ripetuto lo scorso anno, due volte, sempre in Norvegia, un mese e mezzo a lavorare per vitto e alloggio e poi 3 settimane per i fiordi.

    Viaggiare soli significa avere libertà totale su tutto. Io poi sono uno che viaggia con zaino, tenda e sacco a pelo, non ho quindi problemi di adattabilità.

    Ripeterò l’esperienza, forse questa estate in Irlanda.

    • Virginia Fiume ha detto:

      Che viaggio meraviglioso Capo Nord. Ce l’ho in mente da tanto. In coppia, a dire il vero 😉

      Vorrà dire che ti chiederò qualche consiglio.

      L’Irlanda è un ottimo posto per viaggiare da soli. La mia prima minuscola esperienza l’ho fatta lì. Avevo 22 anni e sono andata da Dublino a Galway. Ci ho messo un po’ a trovare un luogo dove dormire.
      A proposito, l’ostello era questo: http://www.italian.hostelworld.com/hosteldetails.php/Celtic-Tourist-Hostel/Galway/41773

      Un po’ sporco, ma ci ho conosciuto molte belle persone 😉

  2. Francesca ha detto:

    Interessanti profili, effettivamente esistono tantissimi tipi di viaggiatori solitari, e il mio ideale é un pó un misto di alcuni che hai scritto tu, ma direi che calza perfettamente con il Paolo Rumiz della “Leggenda dei monti naviganti”. A me fa venir voglia di partire senza piú tornare a casa, perché per quanto rimanga in viaggio (anche se in un Paese solo) non é mai abbastanza, c’é molto da vedere ma soprattutto conoscere, degnamente un luogo e le sue persone non é una toccata e fuga.
    Ma credo che lo sappiate giá 🙂
    Altra cosa che questo libro ispira é la voglia di conoscere il nostro Paese col retro pensiero che forse non ha sempre senso dover arrivare fino all’altro capo del mondo, se non si conosce nemmeno la regione confinante alla propria…e qualcuna in più..insomma..l’Italia é lunga. A farla come Paolo Rumiz in Topolino lungo gli appennini o in ogni caso, decidendo di evitare ad ogni (e insisto davvero ogni)costo l’autostrada, il cammino diventa lungo diverse migliaia di km e alla fine quasi come un giro del mondo per cui 80 giorni, (provato) non bastano 🙂
    Buona lettura!
    F

    • Virginia Fiume ha detto:

      Cara Francesca,
      per prima cosa grazie per essere passata di qui e aver trovato il tempo per condividere i tuoi pensieri. Cercherò sicuramente “La leggenda dei monti naviganti”, anche perché sono alla ricerca di letture per un lungo viaggio che mi aspetta. Le sensazioni che tu descrivi le ho provate leggendo il bellissimo libro “Brum brum” di Giorgio Bettinelli. Lui non viaggiava in Topolino, ma in Vespa. Ma le sensazioni sono simili.

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