Istanbul: la parola agli esperti

caffè nella parte asiatica di istanbul

Kadıköy, Istanbul (credits: VF)

Sono passate due settimane dal mio week end lungo a Istanbul. Mi sono presa un po’ di tempo per scriverne, perché 17 milioni di abitanti sono piuttosto difficili da far sedimentare. Quasi come il vento del Bosforo.

E’ difficile scrivere di Istanbul senza cadere nel luogo comune: il confine tra Oriente e Occidente. E’ geograficamente vero che si trova tra Europa e Asia, sia in Europa che in Asia. Ho avuto dei dubbi addirittura prima di inserirla nel menù per destinazioni del blog. Ho optato per Medio Oriente. Ma ho tutt’ora dei dubbi.

Per questo credo che la cosa più importante da fare prima di partire sia dare un’occhiata ai siti curati dalle persone che ci vivono.

  • Scoprire Istanbul – www.scoprireistanbul.com – curato da una coppia mista (italiano lui, turca lei). Oltre a dare tutti i suggerimenti del caso, organizzano visite guidate.
  • Istanbul, Avrupa – istanbulavrupa.wordpress.com – il giornalista Giuseppe Mancini analizza storia, costume e società. Lo definirei scientifico e fondamentale per scappare al luogo comune di cui sopra.

Proprio Giuseppe Mancini, il cui blog è ospitatato anche da Zingarate, ha recentemente pubblicato due pratiche liste: dieci cose da fare a Istanbul e dieci cose da non fare.

Io ho infranto la prima regola: sono stata a Istanbul per due soli giorni pieni. Esattamente il contrario di quello che suggerisce lui.

Primo, se avete due giorni di tempo – almeno la vostra prima volta – non veniteci per niente a Istanbul; non ne vale la pena: tra viaggio e tutto il resto non avrete modo di rendervi conto di cos’è e di come funziona la città. So che delle agenzie di viaggi propongono formule sprint a tappe forzate: le moschee di Sultanhamet, il palazzo ottomano di Topkapı il gran bazar, un kebab al volo, Taksim; resistete alla tentazione: finireste coll’avere di Istanbul una visione fuorviante, perché questa città è enorme e amministrativamente nata dalla fusione di 800 tra villaggi e insediamenti diversi, tra l’altro abitanti da una o più minoranze etniche e linguistiche

C’è solo un lato positivo in questa scelta folle: la decisione di tornarci. E ritornarci. E tornarci ancora e ancora.

(to be continued)

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5 thoughts on “Istanbul: la parola agli esperti

  1. bello! come sai io amo Istanbul follemente

    • Virginia Fiume ha detto:

      Grazie! é davvero una città intrigante e mai banale. Ora vorrei vederla in primavera: meno male che mi ero portata da coprirmi bene. Un freddo 😉

  2. Istanbul, Avrupa ha detto:

    grazie per la segnalazione e la presentazione! certo, hai cominciato col piede sbagliato: pero’ la tua voglia di riscattarti immediatamente e’ ammirevole 🙂

    tra l’altro, come spiego sul blog – spero che anche Francesca venga a rendermi regolarmente visita – Istanbul di ‘mediorientale’ non ha molto: a parte forse gli stili di vita degli immigrati del sud-est (in prevalenza curdi) che a partire dagli anni ’60 hanno preso possesso dei quartieri abbandonati dalle minoranze non musulmane in fuga. quartieri oggi pesantemente degradati.

    per redimerti del tutto, Virginia, dovrai pero’ seguire quest’itinerario con me: http://www.zingarate.com/network/istanbul/itinerario-n°2-da-kadikoy-a-moda.html

  3. Virginia Fiume ha detto:

    Ho optato per il “medio oriente” proprio per il “medio” 😉

    Ora mi vado a vedere l’itinerario. Francesca invece è una cultrice di Istanbul, se non sbaglio ci viene una volta all’anno (http://www.chetiporto.it/schede-citta/istanbul)
    Ti consiglio, tra l’altro di dare un’occhiata al suo sito viaggiaredasoli.net, molto stimolante.

  4. Istanbul, Avrupa ha detto:

    se ne puo’ discutere a lungo, di medio e di oriente 🙂

    pero’ ho notato che Francesca – tra i suoi preziosi e numerosi consigli – omette completamente la mia zona: la prossima volta che torna, sara’ sottoposta anche lei a un itinerario forzoso da Kadikoy a Moda 🙂

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